Isidoro

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PRINCIPI

La comunità è considerata il principale fattore terapeutico, che si esprime nell’insieme delle relazioni emergenti al suo interno.

Lo stile di vita proposto dalla comunità si caratterizza per l’osservanza e l’adesione a norme e valori ritenuti indispensabili nell’impegno personale per la riuscita del progetto, vale a dire per il compimento di un adeguato processo di risocializzazione e di crescita della personalità, che consente poi al soggetto di affrontare la vita in modo sano, cioè con un livello elevato di forza e di autonomia della personalità. I valori che vengono proposti con maggior frequenza nella comunità sono quelli della lealtà responsabile verso tutti i componenti della comunità e nei confronti delle diverse componenti sociali, dell’onestà e della verità. Per costruire questo stile di vita, nella comunità si lavora molto su due concetti:

  • incoraggiare la capacità di vivere il presente (qui e ora) contrapposto al passato (prima e allora); il comportamento e le circostanze passate vengono prese in considerazione solo per spiegare le modalità attuali del comportamento disfunzionale;
  • rafforzare le motivazioni all’autorealizzazione e alla fiducia in se stessi mediante l’acquisizione di competenze.

La comunità considera il trattamento, o processo terapeutico, come un insieme di opportunità che, attraverso tutta la rete di persone e situazioni che costituiscono la stessa comunità terapeutica, vengono rese disponibili all’utente. In quest’ottica si può dire che nella comunità trova ampio spazio sia la relazione d’aiuto con operatori, sia l’autoaiuto reciproco dei diversi utenti. Pur nella loro relativa diversificazione, gli stimoli proposti nella comunità comprendono attività lavorative, iniziative culturali, spazi ricreativi, momenti di scambio e di riflessione comuni, anche con la partecipazione di persone esterne. L’efficacia di questi elementi dipende in larga misura dall’impegno personale dell’utente, al quale appunto si richiede il principale contributo al processo

di cambiamento. All’interno di questa dinamica, la logica dell’autoaiuto reciproco tende a responsabilizzare ogni utente sul fatto che ciascun individuo nel processo contribuisce al cambiamento degli altri. In definitiva, la piena e operosa partecipazione alla realtà della comunità, con l’accoglienza responsabile delle opportunità che essa offre, è il contesto in cui avvengono i cambiamenti d’identità e dello stile di vita.